Miguel Osuna – Continuum

Continuum è una mostra, a cura di Cynthia Penna, nata dall’incontro dell’artista Miguel Osuna con la città di Napoli. Un lungo incontro – durato due mesi – durante i quali Miguel ha potuto vivere a pieno le gioie e i dolori di questa città, in un continuo scambio di idee e di stati d’animo.

Napoli è una città particolare: malinconicamente bella, vorticosamente viva; entrarci a fondo non è facile, comprenderla, assecondarla, gestirla. Osuna ci è riuscito davvero, entrando in punta di piedi, immergendosi totalmente, portando con sé un senso di meraviglia e di gratitudine e lo stato d’animo, stupito, di un bambino che vede per la prima volta il mare.

Lo stesso senso di gratitudine che nutre nei confronti dell’esistenza e della sua ragione di vita, l’arte; stato che anche quando non è palesato, scruti nel suo sguardo, che riesce a raccontarlo oltre ogni cosa.  Curioso, generoso, comunicativo: Miguel è una persona limpida, energica e malinconica allo stesso tempo, e questo traspare in maniera autentica.

Annota ricordi, scrive nuove poesie visive, circoscrive sensazioni.

Una lunga, infinita, linea di colore, delle volte di semplice biro su carta, che potrebbe inondarci di luce, anche se fossimo al buio. Percepisci l’incontro con Caravaggio, il confronto diretto con il bagliore napoletano del Merisi e la genesi profonda che ne è conseguita, che ha come comune denominatore la foga, la necessità di raccontare la vita.

Le sue opere sono vortici, gesti necessari. Sono flussi di linfa, espressione di un’energia interiore che ci lega ad un passato – come il meraviglioso dialogo immaginario con l’architetto Cosimo Fanzago – non troppo lontano dal futuro. L’idea di libertà, il senso intimamente spirituale dell’umanità, che rinasce, spogliandosi di tutta la bruttezza e la cattiveria del tempo.

Era già stato scritto, da qualche parte, questo incontro tra Osuna e Napoli, perché ci sono delle similitudini tra la città e l’artista percettibili, scrutabili.

Continuum è stata la consacrazione di questo scambio e la possibilità di scoprire una personalità vigorosa, dove, in questo caso, il termine artista è sinonimo di uomo e viceversa, in un dialogo inscindibile di verità e bellezza.

 

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Continuum is an exibition, curated by Cyntia Penna, born out of the meeting between the artist Miguel Osuna and the city of Naples. A two-month meeting in which Miguel was able  to experience this city to the fullest , in a continuous exchange of ideas and states of mind.

Naples is a special city: sadly beautiful, whirlingly lively; it is not easy to access it, to understand it, to comply with it, to handle it.

Osuna succeeded in it, indeed. he entered on tiptoe and completely immersed himself in the city, with a sense of wonder and gratitude and astonishment of a child seeing the sea for the first time.

It is the same sense of gratitude he feels towards life and his reason for living, art. It is the same state you can see from his eyes, even when it is not revealed, that reveals about him more than anything else.. Curious, generous, communicative: Miguel is a transparent, energetic and  melancholic person at the same time, and you can see it clearly.

He annotates memoirs, he writes new visual poetries, he defines feelings.

A long, endless color line, sometimes a simple ballpoint pen on paper, that could shine light on us even if in the dark. You can feel the influence of Caravaggio, the direct comparison with the Neapolitan shine of Merisi and the consequent deep genesis, having in common the same passion, the same necessity of telling life.

Its works are vortexes, necessary gestures. They are sap flows, expression of an internal energy that ties us to a past –  like the marvelous imaginary dialogue with the architect Cosimo Fanzago – not so far away from the future. The idea of liberty, spiritual sense of humanity, that revives, freeing itself from all the ugliness and the wickedness of the times.

This meeting between Osuna and Naples had already been noticed somewhere else,  because the similarities between the city and the artist are perceptible.

Continuum was the consecration of this exchange and the opportunity to discover a vigorous personality, where the term « artist » is synonymous   with « man », in an inseparable dialogue of truth and beauty.

                                                                                         Rita Alessandra Fusco

 

photo by Jeff Taupier

 

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