Paolino Castaldo – Il tempo è nostro

P1070541Non sempre la vita che ci ritroviamo a vivere è quella che sentiamo nostra. Spesso, siamo vincolati a convenzioni ed il tempo sembra essere scandito da tappe precostituite. Delle volte subentrano i ricordi e le storie non ancora vissute. Non esistono più i luoghi fisici ma mura solide che racchiudono mondi sempre diversi e proteggono da una realtà che ci appartiene e che non ci rappresenta fino in fondo. Diventa tutto più suggestivo se ciò viene espresso attraverso un gesto artistico necessario, che aiuta l’immaginazione e appaga quella malinconica solitudine che si nasconde dietro un’epoca mancata.

Paolino Castaldo non ha mai studiato per diventare un artista e molto probabilmente è nato nell’era sbagliata.

Per venti anni ha vissuto in una città che non gli si confaceva particolarmente, per compiere un lavoro che non aveva scelto fino in fondo, portando con sé la musica degli anni 60’/70’ che ascoltava da bambino alle feste, ed una forte, intrinseca, viscerale passione per la terra. Per i suoi riti, le sue trame intricate, i mondi immaginifici di satiri danzanti, di inquietudine e sacre scritture, dove la sacralità suggerisce che la scrittura sia nata dalla pittura e non viceversa. Dove le lingue sono differenti ma l’idioma, fatto di simboli e alfabeti diversi, è unico: si parte dai graffiti, si percorre tutta la classicità, si alternano stili e secoli bui e ridondanti, fino ad arrivare ai giorni nostri, con la consapevolezza di un linguaggio universale.

L’utilizzo di materiali grezzi per le sue opere, poi, valorizza ancora di più questa visceralità e questo attaccamento: sabbia, argilla, terracotta, seccate in forni di fortuna che sacrificano spazio ed energia.

Si professa misantropo ma riesce a parlarti per ore, in un vero e proprio raptus interruptus di idee e sentimenti; si dichiara pigro ma riesce a vivere più vite, lasciando molti dei suoi lavori a metà che riescono, però, a non perdere il loro significato originario.

Riesce ad essere un satiro e un ferroviere in pensione, nello stesso momento, e questa è la sua più grande magia.

Non avrà studiato la tecnica, non si sarà iscritto all’Accademia, molto probabilmente sarà nato in un’epoca sbagliata con una musica stonata, ma Paolino ci ha ricordato con le sue opere d’arte, con il suo essere artista a tutti gli effetti, con le sue scelte, con la sua libertà pagata al prezzo della solitudine, che il tempo è nostro.

                                                                                                               Rita Alessandra Fusco

 

 

 

 

“Dicono che c’è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c’era un tempo sognato
che bisognava sognare.”

(Ivano Fossati, C’è tempo)

 

Photo by Marco La Gala

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